Non è vero che “è sempre
la stagione”, da qualche parte. Almeno, sicuramente, non è la nostra stagione!
Oggi possiamo trovare sui banchi del mercato quasi tutti i prodotti in
ogni mese dell’anno. Arrivano dai quattro angoli della Terra e ci danno,
appunto, l’illusione che sia “sempre la stagione”. Tuttavia, una cucina
che sia davvero legata al suo territorio e che ne sappia utilizzare e
valorizzare i prodotti migliori deve rispettare la stagionalità. In ogni
periodo dell’anno il mare, la laguna e le sue isole offrono prodotti particolari,
frutto della pesca e di un’agricoltura ancora legata ai valori della terra.
Straordinari ortaggi e frutta in primavera ed in estate, cacciagione –
il “selvadego” – in autunno, e poi il pesce che arriva al mercato seguendo
i cicli naturali che portano le diverse specie ad entrare in laguna per
la loro riproduzione o a spostarsi dal Mare Mediterraneo all’Alto Adriatico.
Ecco, ad esempio, le seppie tra marzo e maggio, i go (ghiozzi) tra fine
inverno ed inizio primavera, i bisati (anguille) tra settembre e dicembre
o le squisite moeche, i granchi in fase di muta del carapace, in primavera
ed autunno.
Tutte delizie la cui origine e la cui qualità sono garantite dall’esperienza
stessa dei consumatori che sanno bene quando negli orti di Sant’Erasmo
maturano i pomodori o spuntano le castraure o quando le masanete (granchi
femmina) sono ricche del corallo (uova in realtà) che le rende così buone.